, La reale importanza di metterci la faccia

 

Banale, superficiale e poco importante.

Questi tre aggettivi potrebbero – per molti – essere associati al titolo, ma voglio dimostrarvi il contrario.

Un brand o un personal brand “senza un volto”, non è destinato a sopravvivere, e il motivo è che oggi giorno le persone hanno la necessità di comunicare con una persona e non con “una cosa”.

Devono avere fiducia e non timore verso chi sta vendendo un prodotto o un servizio…

… vogliono la certezza e non un dubbio.

E cosa toglie questi problemi dalla loro vista, se non vedere chi c’è veramente dietro ad un progetto o ad un’azienda?

Attraverso le Instagram stories, le dirette, dei semplici video, dei webinair ecc… abbiamo la possibilità di avere una comunicazione “a tu per tu” con un potenziale cliente e con la nostra audience!

Il lancio sul mercato di un prodotto/servizio è solo il 5/10% del lavoro per vendere effettivamente,, il restante 90/95% è occupato dal creare una community, una audience fidelizzata, insomma, delle persone sì interessate a ciò che metteremo in vendita, ma soprattutto affezionata al nostro personal brand!

L’importanza di curare al meglio il proprio personal brand è molto elevata, tant’è che esistono addirittura esperti, specializzati proprio sulla gestione e l’ottimizzazione del branding delle aziende (per fare un nome di un esperto italiano, Giovanni Cavaliere).

Dagli anni ’80 il marketing ha sempre puntato sul prodotto, ma nel tempo abbiamo sempre più scoperto che non è fondamentale ciò che vendiamo, ma ciò che sta attorno a noi e al nostro prodotto: la sua storia, la sua filosofia, i suoi valori.

Nel “blind-test” Cola Cola vs Pepsi, gli studiosi hanno affermato che chi non conosceva il brand (Coca Cola) preferiva Pepsi, mentre chi conosceva il brand preferiva Coca Cola! Questo lo dice anche David Ogilvy (Noto copywriter) in una sua frase molto famosa:

“Non vendere un materasso, ma una buona notte di sonno”

, La reale importanza di metterci la faccia

Insomma, abbiamo capito che è importante avere anche una buona presenza, oltre che una buona idea.

È un errore pensare che il branding sia un operazione possibile solo nel mondo online, infatti, se si tratta di un’attività locale, è molto importante pensare alla propria reputazione anche nell’offline.

Nel caso di un ristorante, una buona impressione può essere fatta in svariati modi, ma voglio raccontarvi quello di un ristorante Toscano.

La particolarità di questa attività era che su TripAdvisor, contava la bellezza di 5000+ recensioni positive. Com’è possibile raggiungere una cifra simile? Saranno tutte false!

NO!

Questo è stato il risultato su una fase di branding curata e molto efficace.

Il segreto di tutte quelle recensioni è stato mostrare ai clienti quanto fossero importanti (realmente) per il ristorante, lasciandoli a fine pasto con un omaggio: un piccolo contenitore con dell’olio toscano.

Chi si aspetterebbe di entrare in un locale e uscirne con un “regalo”? In pochi sicuramente!

Questo “effetto sorpresa”, o come direbbe Seth Godin: “Questa mucca viola in un prato di mucche marroni”, ha suscitato nei clienti molto stupore, tanto da farli immediatamente e automaticamente (senza forzature) lasciare una recensione positiva su TripAdvisor.

Questo è la conferma che sapersi distinguere in un mondo saturo di elementi tutti uguali, sia fondamentale per raggiungere dei grandi risultati.

“Oggi è importante distinguersi, non conformarsi; inventare, non copiare.” – Seth Godin

Gabriele – Trentino Social.

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